mercoledì 2 febbraio 2011

Nails-art e onicomania

Tutti i pittori e gli illustratori sono stati, per necessità o  per diletto, almeno una volta nella vita decoratori.
Io ho dipinto su tele, muri e persone ma anche su terrecotte,  scatole e scatolette, cornici, copertine di quaderni e album fotografici,  cortecce di albero, pietre, fermacarte e stoffe. Lo sapete, cose che si fanno per svoltare i regali di natale.
A tutto c'è un limite però.
E' da tempo che sono incuriosita e turbata dalla moda della Nails Art: Le ragazze (ma la cosa ha contagiato anche rispettabili signore) hanno preso a farsi decorare selvaggiamente le unghie con piccole pitture sempre più elaborate con tanto di applicazioni glitterate, fiori, foglie, strass, e pendenti che si usa variare anche a seconda dei periodi dell'anno e delle festività. Fiori di pesco a marzo, onde marine in estate, e minuscoli babbi natale o fogliettine di pungitopo for the Christmas time. Qui un ampio catalogo degli orrori per chi vuole documentarsi (provare anche la ricerca con variante tematica, es. nails art summer / love / christmas etc..).
Sempre più spesso mi capita di notare ragazze munite di questi artigli chincagliosi goffamente limitate nell'uso delle mani (non sia mai debbano aprire una lattina).
Ok, saranno fatti loro ma queste protesi sono talmente vistose che è impossibile ignorarle!
Per capirci: non è che tifi per dita consumate da rosicchiamenti o morigerati smalti trasparenti da sposina ma bisogna ammettere che molti degli scomodi compromessi imposti dalla moda come tacchi, jeans stretti, trucco, etc.. sono giustificati almeno da un minimo risultato estetico condiviso pur nella diversità dei gusti. Invece il risultato di questa pratica è indubbiamente peggiorativo!
Ha poco a che vedere con le gioiose esagerazioni alla Vivienne Westwood e sarebbe riduttivo riportarla a pura pratica di decorazione.
Qui c'è evidentemente dell'altro: elementi di travestimento, autolesionismo, mortificazione del corpo e incredulità dello spettatore che ci ricordano la Body art più scioccante di fine '900. Si!

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